Treccia dolce al burro (tutto licoli)

Spesso mi faccio prendere dalla foga nelle mie preparazioni, cosi’ tanto da non visionare correttamente tutta la ricetta.

E dire che mi sono sempre battuta con(tro) Tobias, che leggesse da cima a fondo tutte le indicazioni.

In effetti ho cosi’ fatto questa volta, per questa treccia al burro con lievito madre, ma non tanto come avrei dovuto.
Lo stesso dicasi della scrittrice del Blog dalla quale ho preso ispirazione.
No, non ho niente contro di lei, assolutamente, ci mancherebbe, manco la conosco.
Sarebbe comunque meglio diffidare dalle persone che hanno appena iniziato a fare qualcosa (come il pane al tempo del covid, ad esempio) e proseguire a seguire personaggi con nomi  “affidabili”.

Ad ogni modo, ecco la ricetta.

Ingredienti – Treccia al burro – 1 treccia (diventata rotonda)

250gr farina di grano tenero 0 (media w260-300)
50gr licoli
120gr latte
25gr zucchero
mezzo cucchiaio di miele
6 gr di sale (*)
50gr burro morbido (temperatura ambiente)

Procedimento

Fate intiepidire il latte con lo zucchero, in modo che si sciolga.

Nella ciotola della planetaria, aggiungete il licoli, la farina, il miele ed il mix di latte con zucchero.

Iniziate ad impastare per qualche minuto.
Aggiungete il sale e proseguite.
Quando l’impasto si sara’ staccato dal bordo della ciotola, aggiungete poco per volta il burro morbido, cosi’ da farlo inglobare all’impasto stesso.

Procedete sulla spianatoia, leggermente imburrata, cosi’ da pirlare il tutto, ottenendo una palla soffice e vellutata.

Inserite in una ciotola, con coperchio, e lasciate iniziare la lievitazione a temperatura ambiente per qualche ora, prima di metterla in frigo (tra le 4 e le 10 ore).

La mattina rimuovete la ciotola, fate acclimatare qualche ora, prima di dividere l’impasto in piccoli panetti.
Questi saranno i capi delle trecce (dividete quindi in 3, in 5, o come preferite), l’importante e’ che siano lunghi uguali.

Procedete nella creazione della treccia, la mia era normale, a 3 capi, chiudendo le estremita’.

Adagiatela su una placca da forno e coprite.
Per facilitare questa operazione, la ho attorcigliata su se stessa, posizionando sl di sotto della carta forno ed inserendola in un piccolo contenitore rotondo.

Fate lievitare nuovamente, portando il tutto al raddoppio (il tempo dipende molto da fattori diversi, come il ilevito, la temperatura, etc..), dopo alcune ore la ho riposizionata in frigorifero.

Per la cottura, accendete il forno statico, a 230gradi, per circa 30 minuti, poi abbassate e proseguite alla bisogna (non date retta alle tempistiche menzionate, potreste ritrovarvi come me!).

Fate raffreddare su una gratella prima di mangiarla.

Note Personali

  • Il sale, a mio gusto, e’ leggermente troppo. Diminuire un poco
  • Dopo la pausa frigo, direi che il mio impasto non e’ lievitato per niente

La treccia e’ stata comunque mangiata.
Non era poi terribile… se si omette la parte bruciata.

Ad ogni modo ne ho rifatta un’altra, senza uova, seguendo una ricetta postata precedentemente qui

 

Un po’ qua … und ein bisschen dort

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