Non so.
Proprio non capisco.
Pare che tutte le situazioni si riversino su su me, e con loro anche le opportunita’.
Sta di fatto che, il mese scorso, ero andata a fare un giro a Parsdorf per cercare qualche abito per la festa di fine anno di Tobias.
Logicamente era totalmente presto, i negozi ancora chiusi cosi’, passeggiando, mi sono ricordata di un negozio di alimentari italiano.
Non so, sono andata a vedere e, fuori, c’era una lavagna dove si offriva un minijob.
Non ci ho pensato due volte, entrando a chiedere e… offrendomi.
Ho effettuato 3 giorni di “visione/affiancamento” e per testare se faceva (o meno) per me.
Alla fine, pare, mi abbiano preso.

Dico e scrivo “pare” in quanto, nonostante abbia poi lavorato 4 giorni, non ho ancora visto il becco di un soldo.
Il mio diretto responsabile e’ italiano, quello sopra di lui, polacco.
Almeno con me si da alla macchia: gli ho inviato via email la mia richiesta di lavoro… nulla.
Gli ho scritto via Whatups… nulla
Gli ho riscritto nuovamente per chiedere di visionare il mio contratto di lavoro, di sapere se dovevo anticipare (o meno) le spese per il corso che ho sostenuto.. nulla.
A questo punto non so proprio cosa pensare.
Lavorare per la gloria? Non fa per me. Non voglio diventare ricca, e mai lo saro’, ma neppure sostenere questa situazione.
Oggi dovro’ riprensentarmi in negozio.
Staremo a vedere che succede.
Nel frattempo ho acquistato dei loro prodotti, italiani e di piccoli produttori, testandoli con nuove (almeno per me) ricette.
A Stephan non dispiace il risultato ottenuto.
La mia soddisfazione? Fossi pagata, sarei piu’ felice.
Ad ogni modo, quando sono andata “a lavorare” e Stephan era a casa in ferie, mi sono fatta accompagnare, cosi’ da aver la possibilita’ di una passeggiata (in parte) nel venire a casa.
Giusto per bruciare quelle due calorie.
Un po’ qua … und ein bisschen dort


