Consolato italiano a Monaco

Il Consolato Italiano a Monaco, non e’ altro che una “piccola” isola di italianita’ all’estero.

Purtroppo, e mi spiace veramente scriverlo, non prende nessun esempio dalle caratteristiche positive della nazione ospitante, Patatolandia in questo caso.

Consolato italiano a Monaco

Anzi, una volta entrati negli uffici, ci si sente “veramente a casa”, nel pieno del caos, dell’italianita’ vista come modo di fare di noi concittadini e mangiatori di pasta.

Innanzi tutto i tempi di attesa..

Per rinnovare il mio passaporto, sul sito istituzionale c’era scritto di prendere appuntamento almeno 6 mesi prima della scadenza.
Nel mio particolare caso, l’appuntamento e’ stato dato dopo _solo_ 8 mesi (e con passaporto oramai scaduto).

Consolato italiano a Monaco

Ma non e’ tutto… per contattare gli uffici, oltre all’orario di apertura, bisogna sperare di non incappare anche nella segreteria telefonica, come spesso succede.

Il sito Internet?
Funziona, peccato che questo non sia sempre vero per il “calendario” on-line per prendere gli appuntamenti.

Consolato italiano a Monaco

Una volta arrivato il “fatidico giorno” tanto atteso… ci si presenta IN ANTICIPO, visto l’andazzo e si scopre che…

gli orari vengono attribuiti secondo l’usanza tedesca (ossia appuntamenti alle 9:23, ad esempio).

E poi.. si ritorna alla nostra nazione ed ai soliti “furbetti”.
Si prende un solo appuntamento e si pretende di voler sbrigare pratiche per l’intera famiglia, senza minimamente curarsi delle persone che attendono il loro turno.

Non dico che questi ritardi e disguidi siano imputabili solo agli impiegati, che gia’ ce ne mettono del loro, ma anche “noi” utenti non siamo da meno.

Consolato italiano a Monaco

Senza contare la lentezza della struttura informatizzata, il problema che i comuni di residenza italiani inseriscono dati alquanto strampalati (la sottoscritta, nonostante avesse appena rifatto la Carta d’Identita’ in Italia, e quindi direttamente nel mio Comune, e’ stata inserita come domiciliata ovunque ma non a Monaco).

 

Il Consolato Generale d’Italia a Monaco di Baviera ha sede dal 1951 nel complesso di Villa Kustermann, sita al n. 3 della Möhlstrasse nel quartiere residenziale di Bogenhausen.

La residenza fu costruita in stile neoclassico tra il 1901 e il 1902 dall’impresa Heilmann & Littmann, sotto la direzione dell’architetto Max Littmann, per il commerciante Hugo Kustermann. Questi aveva acquistato nel 1903 la proprietà, comprensiva di un terreno esteso su 2.900 mq, da Josef Kölbl per il prezzo di 204.270 marchi.

Nel 1902 la villa era già pronta per essere abitata, nel 1905 vi fu aggiunta una dependance con le abitazioni del giardiniere e del cocchiere. Grazie alla collaborazione dell’architetto Erich Goebel vi furono creati all’interno sontuosi ambienti di rappresentanza (il gran salone, la stanza delle signore, la stanza dei signori, la biblioteca, la sala da pranzo e un guardaroba per gli uomini e uno per le donne), che dovevano rispecchiare la condizione altolocata del proprietario, con il suo reddito annuo di 320.000 marchi.
Oltre ai numerosi elementi decorativi, spiccavano le pregevoli sculture allegoriche della “Forza” e della “Bellezza”, che sormontano le colonne di sostegno del cancello monumentale, esempio precoce delle opere degli scultori Heinrich Düll e Georg Pezold, il cui atelier si trovava al vicino civico 31 della stessa Möhlstrasse.

Durante la seconda guerra mondiale nello scantinato della villa si trovava un rifugio antiaereo pubblico.
Nel dopoguerra la villa, passata sotto la proprietà dello Stato bavarese, fu spogliata della quasi totalità degli elementi decorativi. Il tetto, gravemente danneggiato, fu ricostruito semplificandone le forme e la struttura.

Dal 1951 divenne sede del Consolato Generale d’Italia; il 16 novembre del 1989, su proposta del Console Generale Sergio Valacchi, fu acquistata dallo Stato italiano.

Per Informazioni

Consolato Italiano a Monaco
Möhlstraße 3
81675 München, Bogenhausen

Un po’ qua … und ein bisschen dort

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