Fondue bourguignonne

Mio figlio va matto per la Fonduta di carne, rigorosamente SENZA salse.

In 10 giorni l’abbiamo mangiata per ben 3 volte: alla Vigilia di Natale con i Cugini, a Santo Stefano e, non contenti, anche a San Silvestro.

La pentola (“Caquelon”) in mio possesso e’ decisamente datata, in un’etichetta nella confezione ho visto “1972” e, nonostante tutto, e’ ancora linda e pulita.

Cosa che, al contrario, non succede ai nostri indumenti che finiscono immediatamente nella lavatrice, evitando anche la sosta nel contenitore del bucato: un’odore di olio terribile…

Forse e’ questa una delle ragioni per cui, a casa mia, non veniva preparata spesso.

Lo stesso odore, comunque, lo si ha se si va a mangiarla al ristorante, oppure bastano le patatine di MAC…
Per la casa?
E’ opportuno fare attenzione a chiudere tutte le porte, areare il locale dove di acccede all’olio e niente altro.

Ma come si coniuga una pentola datata con un fornello ad induzione?
Semplicissimo!

In commercio esistono delle piastre metalliche che trasferiscono il calore, cosi’ e’ possibile usare anche pentole in vetro o in coccio su piastre di ultima generazione.
E pensavate forse che non ne avessi una???

Frabosk – Inductor
Frabosk – Inductor

Con il mio “Frabosk – Inductor” , in acciaio inox, risolvere il problema di come scaldare la pentola e’ stato veramente un gioco da ragazzi 🙂

Pentola Fonduta con Frabosk – Inductor

Quando l’olio e’ arrivato a temperatura, la pentola e’ stata spostata nell’apposito cestello, acceso.

Non abbiamo fatto a tempo a sederci a tavola, che il ragazzo aveva gia’ inforchettato la carne e messa a cuocere.

Ebbene si, abbiamo iniziato ad adottare l’usanza Patatolese (di Stephan) ad avere BEN 2 forchettine cadauno, cosi’ da non rimanere mai a corto di carne, evitando le “lunghe” attese.

Personalmente preferisco fare sempre un bel mischione con tutte le salse che adopero, e questo e’ un tipico esempio.
La foto si riferisce a Santo Stefano ma, almeno per me, il risultato non cambia.

Non temete.
Il Patatolese si e’ anche premunito di telo ignifugo… non si sa mai 🙂

Penso che la maggior parte di voi conosca la Fonduta ma, per rinfrescarsi le idee, ecco un breve riassunto da Wikipedia:

La fonduta o fondue è uno dei piatti nazionali e tipici della Svizzera, radicato anche in Italia (Valle d’Aosta e Piemonte) e Francia.

Per la sua preparazione viene usato un formaggio a pasta dura che viene fuso all’interno di una pentola apposita, detta Caquelon, per essere mangiato caldo.

A tavola deve essere servita nel caquelon (che è una sorta di casseruola, in ghisa, terracotta porcellana) nella quale ogni commensale intinge il suo pezzo di pane grazie all’ausilio di una forchetta particolare.
Il caquelon è posizionato al di sopra di un supporto metallico (generalmente in ferro battuto), alla base del quale si trova una fonte di calore (solitamente una candela o un fornelletto ad alcool) che mantiene la fonduta alla temperatura desiderata per tutta la durata del pasto.

Per degustare la fonduta, ogni commensale ha a disposizione una forchetta da fondutadi forma allungata con cui s’infilza un pezzo di pane (più raramente una patata) che va immerso nel formaggio fuso presente all’interno della casseruola. Una volta immerso il pane, s’imprime alla forchetta un movimento rotatorio continuo cercando di non far fuoriuscire il formaggio al di fuori del caquelon; quando si ritiene che il pane abbia raggiunto una temperatura ideale, si può estrarre dal formaggio fuso e gustarlo apprezzandone il sapore.

Fondue bourguignonne: bocconi di carne cotti nell’olio bollente (Svizzera)
Fondue chinoise: sottili fette di manzo, cavallo o vitello e verdure cotti nel brodo. Se si aggiungono anche pesci e frutti di mare, si ottiene una Fonduta mongola
Fonduta Bacchus: bocconi di carne di manzo cotti nel vino rosso e verdure
Fonduta bressane: bocconi di carne di pollo (eventualmente panati) cotti nell’olio di cocco
Fonduta al cioccolato: pezzi di frutta ricoperti di cioccolato fuso

 

Visto l’alto apporto calorico, penso che la prossima volta tentero’ con la Fondue chinoise

 

Un po’ qua … und ein bisschen dort

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