Svezia: Lussekatter.. ossia i dolcetti per Santa Lucia

Le tradizioni sono intriganti e, spesso per me, e’ bello seguirle anche se non sono le nostre abitudini familiari, bensi’ di altre nazioni.
Come in questo caso, vorrei provare a festeggiare Santa Lucia.

Per me di Milano questa giornata non e’ molto sentita, se non per ricordare che il Solstizio d’inverno cade proprio in questo giorno, il 13 dicembre.
A tal proposito esiste anche un proverbio che cita “Santa Lucia e’ il giorno più corto che ci sia”, e cio’ significa che, a partire dal 14 dicembre, le giornate ricominceranno piano piano ad allungarsi.
Meno male, il solo vedere il buio calare cosi’ presto qui da me a Patatolandi mi mette una grande tristezza..

MA per altri paesi del Nord Italia (vedi Cremona, Mantova, Bergamo, Brescia, Verona ad esempio) e’ una giornata di gioia per i bambini, dato che questi ricevono doni.
Insomma, per alcune citta’ si tratta di un Natale anticipato, per altre il giorno di “Natale” cade proprio oggi.

Proseguendo ancora piu’ a Nord dell’Europa, possiamo trovare che in altre Nazioni, come in Danimarca ma soprattutto in Svezia, viene festeggiata Santa Lucia in una maniera molto particolare, grazie alle loro tradizioni gastronomiche legate a questa festa.

In Svezia, ad esempio, alla mattina del 13 dicembre la figlia primogenita della famiglia si veste con una tunica bianca e una sciarpa rossa stretta in vita. Sul capo porta una coroncina intrecciata di rami verdi, con sette candeline.
Ai genitori ancora a letto porta il caffè, il latte e del dolci; se ci sono altre sorelle minori, queste accompagnano la maggiore, ma sono vestite solamente con la tunica e la cintura bianca.

I dolcetti serviti sono diversi, ma tra questi ritroviamo i “Lusserkatter” che non possono mai mancare.
Le loro forme sono diverse, piu’ o meno complicate, ma ritroviamo sempre la “S”, quella piu’ comune e diffusa, che corrisponde ad un “ricciolo” con un chicco di uva passa al suo interno, per simboleggiare gli occhi della Santa.
Altre interpretazioni di questo formato lo attribuiscono alla coda arrotolata di un “gatto”.

Inutile dire che in rete si trovano moltissime ricette dei Lussekette/Lussebullar, ossia queste le brioches morbide svedesi allo zafferano di Santa Lucia che mi appresto a cucinare, anche se sembrano più che altro delle grandi “S”.

E’ difficile scegliere la ricetta perfetta, in quanto troviamo gli stessi ingredienti ma con quantita’ diverse.
Selezionandone una a caso, sono capitata su questa di Giallozafferano, ho giusto cambiato qualche cosa e prendendo spunto da alcune lette precedentemente.

 

Ingredienti – Brioches di Santa Lucia – per 20 panini circa

800gr Farina 00
150gr Burro morbido
170gr Zucchero
15gr Lievito di birra fresco
400gr Latte intero a temperatura ambiente
2gr Zafferano in polvere
1 pizzico Sale fino
20gr Uvetta

1 Uova (medio)

Procedimento

Per prima cosa ammollate l’uvetta nell’acqua tiepida per 15 minuti circa.
Sciogliete il lievito di birra fresco in 50 g di latte a temperatura ambiente.

In un pentolino versate il latte restante e aromatizzate con lo zafferano in polvere.
Trasferite il pentolino tutto sul fuoco e scaldate fino a raggiungere i 35° circa (non di piu’ o il lievito verrebbe inibito).

Nella ciotola della planetaria, munita di gancio, versate la farina, il latte aromatizzato allo zafferano, il lievito sciolto nel latte, lo zucchero, e azionate la planetaria per amalgamare grossolanamente gli ingredienti.
Quindi unite anche il pizzico di sale.

Continuate a lavorare l’impasto sino ad ottenere un impasto uniforme e compatto.
Aggiungete un pezzetto alla volta il burro morbido e lavorate la massa fino a quando tutto il burro sarà assorbito e l’impasto si staccherà dalle pareti della tazza della planetaria.
L’impasto dovrà risultare sodo ed elastico, trasferitelo su una spianatoia leggermente infarinata e lavorandolo brevemente fino a formare una palla.
Trasferitela in una ciotola, coprite con pellicola e lasciate lievitare a una temperatura tra i 25° e i 27° per 2 ore.

Trascorso il tempo l’impasto risulterà lievitato leggermente.
Versate nuovamente sul piano infarinato e dividere l’impasto in 20 palline da 70 g l’una. Per ciascuna pallina formate 1 filoncino da 30 cm e un diametro di circa 3 cm 15.
Mentre lavorate una pallina, tenete le altre coperte con pellicola.

Con l’aiuto di un mattarello, schiacciate leggermente la parte centrale del bigolo lasciando le due estremità di ciascun bigolo.
Partendo da una delle due estremità, arrotolare la striscia sino a metà striscia. Capovolgete e arrotolare dall’altro capo dell’impasto.

Avrete così realizzato il primo dolcetto a forma di “esse”.
Adagiate le uvette al centro di ciascuna spirale. Posizionare man a mano i panini di Santa Lucia su una teglia foderata con carta da forno e lasciate lievitare nuovamente per circa 30 minuti.

Lussekatter

Sbattete l’uovo in una ciotolina, e spennellate la superficie dei dolcetti, passati i trenta minuti indicati.
Cuocete quindi in forno statico preriscaldato a 180° per 20/25 minuti, ponendo la teglia sul ripiano di mezzo del forno.
A cottura ultimata sfornate e lasciate intiepidire prima di gustarli

Lussekatter

Conservazione (se resistono 😉 )

I Lussekatter si conservano sotto una campana di vetro per un paio di giorni. Si possono congelare dopo la cottura. E’ possibile conservare l’impasto crduo per 24 ore in frigorifero coperto con pellicola per alimenti.

Note Personali

  • se non avete lo zafferano in casa, potete sostituirlo con della curcuma
  • ho adoperato dello zucchero di canna, al posto di quello normale e raffinato
  • potete sostituire l’uvetta (degli occhi) con gocce di cioccolato, nocciole, mandorle, arricchendo ed impreziosendo il panino.
  • ho aggiunto della granella di zucchero prima di infornare

La storia di questi dolci

L’origine del nome di questi dolci, Lussekatter / Lussebullar, in realtà non è molto chiara, sembra che possa far riferimento a Lucifero, più che a Santa Lucia.

Secondo un’antica credenza tedesca, il loro nome significherebbe “gatto infernale” o “gatto di Lucifero”.
Si racconta che nella Germania del XVII secolo, Lucifero acquistava le sembianze di un gatto per spaventare e picchiare i bambini nelle buie notti, mentre Gesù regalava ai bambini questo panini che, grazie al loro colore giallo (dovuto all’inserimento della polvere di zafferano nell’impasto), sembravano delle piccole fiammelle ed avessero la capacita’ di tenere lontano Lucifero e di illuminare la notte.

Ecco perché poi vennero legati a Santa Lucia, protettrice della vista, e quindi della luce.

Chi era Santa Lucia

Lucia nacque a Siracusa nel 283 e morì nel 304 all’età di 21 anni.
È stata una martire cristiana durante la grande persecuzione voluta dall’imperatore Diocleziano. Oggi è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa.
È una delle sette vergini menzionate nel Canone romano e per tradizione è invocata come protettrice della vista, in virtù dell’etimologia del suo nome che significa “luce”.
Le sue spoglie sono custodite nel Santuario di Lucia a Venezia, ma il luogo di culto principale è la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro a Siracusa.

Un po’ qua … und ein bisschen dort

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